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Scritto da Giovanni Pistoia
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Ancora poche settimane e anche le scuole medie saranno presto un ricordo.
Marta frequenta la terza media, ha quattordici anni. Manca davvero poco
perché entri nel fatidico quindicesimo anno. Marta non vede l’ora di
festeggiare questo compleanno, atteso come il conseguimento della patente
verso il mondo dei “grandi”. L’infanzia appare lontana, anche
l’adolescenza sembra svanire e Marta si sente una “signorina”, non proprio
una donna, ma “quasi”. Lascerà “l’amica del cuore” e, soprattutto, la sua
professoressa Giglioli, un punto di riferimento certo. |
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Scritto da Giovanni Pistoia
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La scelta
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“Non
ho sempre le idee chiare. Anzi. Capita che uno campa alla giornata e non se
ne accorge mica di quello che gli succede intorno. Oppure, se ne accorge ma
non lo sa spiegare se è una cosa cattiva o buona. Insomma, a 14 anni, quanti
ce ne ho io, non ci metti tanta attenzione a certi fatti. Non ci pensi. E
così ti ritrovi all’improvviso come me, che continuavo a fare le cose di
sempre, quelle che mi diceva Pedro, il fratello mio più grande, che si
chiama Pietro ma non gli piace; dice che è un nome da vecchio. Pedro lo
sfizia, invece. È un nome da pistolero, come quelli che ha visto al cine e
che si vede e rivede in cassetta. |
Quando funziona il videoregistratore. Pedro è un tipo che non scherza e io
imparo da lui. Ho imparato un sacco di cose da lui, fino a quel giorno, quando
tutto è cominciato e io non lo sapevo. Ecco: è una mattina di ottobre, dentro
casa mia.” |
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Roghi all’italiana. L’Indice, gli ebrei, Rodari |
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Scritto da Carmine De Luca
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Il “pezzo” dal titolo “Roghi all’italiana. L’Indice, gli ebrei, Rodari” fu
pubblicato da Carmine De Luca su l’Unità del 27 aprile 1997. Occupa l’intera
Terza pagina del giornale, dove campeggia una grande foto, che ricorda il
supplizio di Savonarola in una stampa fiorentina del XVI secolo; viene anche
riprodotto un fotogramma di <<Fahrenheit 451>>. Il solo pensiero che qualcuno
possa pensare di bruciare le idee espresse nei libri o nei giornali deve far
sempre meditare.
Roghi all’italiana
L’Indice, gli ebrei, Rodari
di Carmine De Luca
Probabilmente il più recente caso di libro dato alle fiamme risale appena a
tre anni fa. È accaduto negli Stati Uniti dove – in nome magari di un
esagerato o malinteso principio del polically correct - è facile che si
rinnovi periodicamente un clima da caccia alle streghe e il rogo diventa una
storia di brutale rito purificatorio. Un giorno della primavera del 1994, a
Kansas City, è stato bruciato pubblicamente un libro per ragazzi,
Annie on my Mind di Jacqueline
Woodson, storia di un amore tra due ragazze adolescenti.
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Perché non torni, cappuccetto rosso |
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Scritto da Giovanni Pistoia
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Racconto dedicato a tutti i bambini scomparsi.
A quanti ne attendono il ritorno.
Perché non torni,
Cappuccetto rosso
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Quel batuffolo di un ragazzino, poco più di un bambino, tra le gambe un
bambolotto quasi quasi più grande di lui, se ne sta accovacciato dentro quel
piccolo nudo balcone con il viso tra le sbarre di ferro, strette dalle
piccole mani. Il balcone, una piccola gabbia, se ne sta attaccato in cima al
palazzo, circondato da altre gabbie di altri palazzi in un quartiere di
città. Le rondini, a primavera, fanno fatica ad avvicinarsi lassù, i fili
dell’alta tensione non sono distanti, mentre le strade appaiono lontane e
strette. |
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Anche i Romani avevano le Barbie |
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Scritto da Carmine De Luca
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Carmine De
Luca si è occupato più volte di giochi e giocattoli. Questo articolo dal titolo
“Anche i Romani avevano le Barbie. Giochi e giocattoli non sono cambiati” è
stato pubblicato su l’Unità del 9 agosto 1997. “L’atteggiamento del bambino –
scrive De Luca – che si balocca con soldatini e trenini è quello di chi li usa
per aumentare la conoscenza. L’adulto invece si comporta in modo completamente
diverso: al gratuito sostituisce l’azzardo, alla ripetizione la sfida.”
Anche i Romani avevano le Barbie
di Carmine De Luca
(La trottola cantata dai poeti) – Gioco antichissimo, la trottola compare, come
metafora, nel XIV libro dell’“Iliade”: “Ma mentre si ritrova, il gran Telamonio
Aiace / una pietra… una alzandone, / lo colpì al petto, sopra l’orlo dello
scudo, presso la gola; / la roteò come trottola, la scagliò e quella corse”.
Virgilio nel VII libro dell’ “Eneide” ne canta il vorticoso roteare. “Come sotto
l’obliqua frustrata vola una trottola, che i bambini in gran giro, intorno al
vuoto cortile, intenti al gioco affaticato; quella, guidata dal laccio, corre in
tondo… ”. Ovidio, invece, negli “Amori”, ne sottolinea l’uso divinatorio: “Ella
conosce le arti magiche… / sa bene quale sia il potere / del filo messo in
movimento dalla / trottola che gira”.
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Scritto da Giovanni Pistoia
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Primavera del 1966. Una nevicata “violenta e improvvisa” fa crollare il
tetto del locale dove Tullio De Mauro e i suoi fratelli maggiori conservano
i giochi e i libri dell’adolescenza. Quasi tutti i libri legati all’infanzia
di uno dei più autorevoli studiosi italiani vanno perduti. Tra i pochi che
riescono a salvarsi dalla nevicata romana uno dei testi più cari:
“Timpetill. La città senza genitori”.
Questo libro è stato più volte letto da De Mauro. Lo ha riletto con i figli.
Cresciuti i figli, il libro è ritornato in un angolo della biblioteca, non
dimenticato.
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Un libro sommerso e salvato |
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Scritto da Carmine De Luca
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Nell’aprile
del 1997 l’Editrice Era Nuova di Perugia inaugura la collana “I Sassi
Magici/ragazze & ragazzi”. Ideatore e curatore è Carmine De Luca. Il primo libro
della Collana è “Timpetill. La città senza genitori”. La presentazione del
volume è affidata a Tullio De Mauro. Carmine ne scrive l’introduzione dal titolo
“Un libro sommerso e salvato”. Il libro è stato recentemente (ottobre 2006)
ristampato delle Edizioni Era Nuova (www.edizionieranuova.it).
Ringraziamo l’editore per la cortesia dimostrata nei nostri confronti. Sulle
vicende legate a questo romanzo per ragazzi vedere su questo stesso sito nella
sezione “antologia” la presentazione a firma di Tullio De Mauro.
Introduzione
Un libro sommerso e salvato
di Carmine De Luca
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Timpetill, una città salvata dai ragazzini.
Timpetill. La città senza genitori
è il primo libro dello scrittore tedesco
Henry Winterfeld. Lo pubblicò con lo pseudonimo Manfred Michael nel 1933.
Si dice che il libro sia
nato da racconti che l’autore inventò per il figlioletto malato di scarlattina.
Sarà stato pure così. Ma la cosa è del tutto irrilevante. È una semplice
curiosità che dice ben poco sulla qualità del libro e delle vicende che vi sono
raccontate. |
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Alice nel campo dei papaveri rossi |
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Scritto da Giovanni Pistoia
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 disegno di Cosimo Budetta | Alice. A questo nome ha pensato Francesco, uno sconosciuto signore dall’aria un po’ annoiata, appena le apparve, quella mattina di primavera, seduta su uno sgabello. Sullo sfondo un campo di papaveri rossi faceva da contrasto ai suoi capelli biondi che le coprivano le spalle. Il suo viso era smunto e grazioso. Alice poteva avere più o meno quindici anni. Sulla sua destra un vecchio casolare color mattone apparentemente senza alcun respiro. | |
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Scritto da Francesca Cimino
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Mamma, dammi la mano, grande e forte mi sento con te. Tu mi guardi e mi dici piano, sono felice che tu sei con me. Tu mi tieni nel tuo cuore io mi sento una principessa.
Francesca Cimino Sez. 4° Plesso Ariosto-Scuole Elementari 17 maggio 2007 Corigliano Scalo (CS) |
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