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Seduzione di un'età nata da meno di un secolo |
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Scritto da Carmine De Luca
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l’Unità del 16 luglio 1997, Carmine
De Luca intervista Gianni Borgna, autore del volume “Il mito della giovinezza”,
edito da Laterza. L’autore spiega come la giovinezza non esistesse prima del
Novecento. E sui giovani, Borgna afferma di pensarla come Pasolini: i giovani
bisogna comprenderli ma non blandirli, né adularli altrimenti si potrebbero
smarrire. Da ciò deriva la grande responsabilità degli adulti. L’articolo di
Carmine De Luca, “Seduzione di un’età nata da meno di un secolo”, è inserito nel
contesto di un ampio servizio, apparso sulla pagina “Cultura e Società”
dell’Unità, curato dallo stesso De Luca e da Maurizio Gracceva dal
titolo”Generazione senza”.
I temi
trattati nell’intervista sono, a distanza di dieci anni, di grande attualità. (Giovanni
Pistoia).
Seduzione di un’età nata da meno di un secolo
di Carmine De Luca
<<Non è un
libro contro i giovani. È tutto dalla parte dei giovani, ma in un modo non
indulgente e non retorico. Un po’ alla maniera di Pasolini. Pasolini amava molto
i giovani. Però ne parlava anche con rigore e intransigenza, perché temeva che i
giovani, blanditi dagli adulti, ma non capiti, potessero smarrirsi. Credo,
appunto, che verso i giovani si debba tenere un atteggiamento di comprensione e
mai di adulazione o lusinga. Sarebbe, questo, un modo di scaricarsi dalle grandi
responsabilità che l’adulto ha verso i giovani>>. Mi trovo a colloquiare con
Gianni Borgna di questo suo studio sui giovani, appena uscito da Laterza,
Il mito della giovinezza ed è subito
un discutere coinvolgente, partecipato. Dipenderà certamente dalla memoria di
una <<giovinezza>> vissuta negli anni Sessanta e
che fa da sfondo, discreto ma
significativo, a quel che vien detto. |
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Il lavoro è un fatto di famiglia |
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Scritto da Carmine De Luca
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“Un posto in
eredità. Il lavoro è un fatto di famiglia”: l’articolo, a firma di Carmine De
Luca, è apparso su “Il Mattino” del 2 luglio 1997. Non pochi temi affrontati nel
servizio sono ancora in discussione, come, ad esempio, il ruolo dei genitori nel
lavoro dei figli, il valore legale del titolo di studio, il deficit cronico
dell’istruzione e della formazione soprattutto nelle regioni meridionali (si
veda, a tale proposito, il volume di Tullio De Mauro,
La cultura degli italiani, a cura di
Francesco Erbani, Editori Laterza, 2004). (giovanni pistoia).
Il lavoro è un fatto di famiglia
di Carmine De Luca
Il 26% dei
giovani che negli ultimi tempi hanno trovato una occupazione lo devono ai buoni
uffici della famiglia. Solo il 6% ha utilizzato i canali istituzionali di
collocamento nel lavoro. La famiglia conta ancora molto nella ricerca del posto
per i figli. Sono dati che si ricavano dal Rapporto Istat ’97. Soprattutto nelle
aziende private – è da supporre – le aziende dei genitori che vi lavorano sono
un valido passaporto per i figli: non sono rari i casi in cui si va in pensione
per lasciare il posto al proprio rampollo, pronto ad affrontare il mondo del
lavoro. Si può anche capire: si tratta di una sorta di investimento di fiducia
che il datore di lavoro trasferisce dal genitore al figlio. Più in generale,
sembra di poter infierire che il background familiare ha influenza sostanziale
nelle scelte occupazionali dei figli. |
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Leggere per crescere a Corigliano |
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Quando al mattino il cielo è cupo |
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Scritto da Giovanni Pistoia
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 | In un paese lontano lontano, tanto lontano da qui, un’ombra gigante e grigia, inquietante e silenziosa, a volte, copre il cielo e le nuvole, il sole del mattino e quello della sera. Avvolge gli abitanti, che, cupi e senza fiato, aspettano che quella grande cappa possa svanire nel cielo limpido, sotto il sole che riscalda, oppure essere risucchiata dal mare spumeggiante le cui onde sembrano lanciare un grido di dolore rivolto alla luna taciturna. | |
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Scritto da Giovanni Pistoia
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Le
aspettative per questo Centro turistico, parlo di Marina di Sibari, nel
comune di Cassano, erano tante. Oggi il Villaggio è in difficoltà. Non vi
è stato il salto di qualità sperato; la vita vi scorre piuttosto monotona.
Pur tuttavia, in queste giornate estive, le strade e le piazze (una, in
verità, perché l’altra sembra ricordare i bombardamenti della prima guerra
mondiale!) si riempiono di gente. I commercianti non abbondano in sorrisi.
Avranno le loro ragioni. L’impressione è che davanti al cliente sembrano
annoiarsi. È come se fossero lì, perché così deve essere, ne farebbero
volentieri a meno. Ma, forse, non è così.
Nel
via vai delle macchine, delle bici e dei pedoni, nascosta da un albero, su
un brandello di terra, una bancarella di libri. La gente passa, non la
degna di uno sguardo, pochi si fermano, pochissimi comperano. Così sembra.
Al titolare di quel banco, darei, se potessi, un grande premio. Non so che
premio. Qualcosa, però, che desse un segno, un valore, un simbolo, a
quella presenza coraggiosa.
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Scritto da Giovanni Pistoia
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Angelo
Petrosino è un autore molto apprezzato nella letteratura per l’infanzia. I
personaggi, che riempiono le pagine dei suoi scritti e che sono gli
indiscussi attori dei suoi racconti, parlano il linguaggio dei coetanei,
riuscendo, così, a interpretare, in maniera realistica, il mondo delle
ragazze e dei ragazzi. Una delle più conosciute protagoniste è Valentina.
Si presenta
ai lettori in questo modo: “Ciao, io sono Valentina! Ho dodici anni e
frequento le medie. Molti di voi mi conoscono già… ma quello che ancora non
sapete, lo scoprirete in questi libri che narrano le mie avventure. Vi
racconterò la mia vita di tutti i giorni e vi farò conoscere la mia
famiglia, la mia classe, i miei amici e i miei professori.
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Le
mie avventure spesso sono curiose e sorprendenti. Ma a me una vita monotona e
sempre uguale non è mai piaciuta. E credo che non piaccia neanche a voi, no? Se
è così, siamo in buona compagnia. Buona lettura, amici e amiche!” |
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Scritto da Giovanni Pistoia
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C’era una volta una
bambina che viveva in un bosco, indossava un mantellino col cappuccio rosso
e tutti la chiamavano Cappuccetto Rosso… No… Alt! Nessuna preoccupazione,
non vi racconto la storia arcinota alla quale state pensando. Questa favola,
però, la vuole raccontare la supplente Elvira ai ragazzi di una quinta
elementare, i quali, con la loro maestra Francesca, l’hanno letta e riletta,
scritta e riscritta chi sa quante volte. In prima, in seconda, in terza…
poi, finalmente, su Cappuccetto Rosso scende il silenzio. Enrico, lo
scolaretto re delle risate, dice che della ragazzina si sono perse le tracce
perché finalmente il lupo se l’è mangiata. Ma la supermielosa maestra Elvira
non riesce a comprendere lo stato d’animo dei ragazzini e continua, con
grande energia, a raccontare “le meravigliose avventure di quella ragazzina
tanto miope o tanta cretina da non distinguere sua nonna da un lupo.”
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Scritto da Giovanni Pistoia
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Dove
abita la felicità? Nel mare tra le onde blu e spumeggianti? Tra la cresta di
una montagna altissima, tanto da carezzare il cielo? Chi sa quanta strada
bisogna percorrere per raggiungerla, quante scarpe consumare, quante ansie
da placare! Ma esisterà pure un satellite, che vorticosamente gira e rigira
alto nel cielo, da indicarci la via da percorrere, per raggiungerla con
sicurezza, senza affaticarci troppo? Forse, oggi, è più facile trovare la
casa della felicità: indicando a un buon navigatore satellitare l’indirizzo
esatto, ci potrà portare facilmente in quella casa, che sarà certamente
bellissima. Tutto sta nell’indicare l’indirizzo giusto!
Cercare
la felicità ai tempi delle principesse doveva essere, però, ancora più
difficile. Come avveniva questa ricerca? Sarebbe interessante scoprirlo.
Seguitemi.
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Scritto da Giovanni Pistoia
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Il romanzo di Franco Monacchia “Una rete tutta d’oro” (Edizioni Era Nuova,2006 –
www.edizionieranuova.it- ) è la storia di Andrea, che
vuole diventare un campione di calcio. Il ragazzo nasce in un borgo
marinaro, dove la vita è dura, rischiosa. Il papà è pescatore. Nel libro il
lago è protagonista silenzioso. Andrea tira i primi calci su campetti
parrocchiali, tra sogni e delusioni. In maniera intelligente i familiari lo
aiutano a realizzare il suo sogno.
Il calcio descritto da Monacchia è impegno sano, è allegria. Andrea otterrà
ottimi risultati... Del libro non vi dirò altro. Lo stile è pulito come i
personaggi descritti dall’autore, semplice come semplice è Andrea. C’è
ironia e tanto amore...
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