Disegni
di lupi, cani e draghi sputafuoco, che sembrano trenini del luna park. E non
fanno paura a nessuno. Sono i magici eroi di Lele Luzzati.
Il dolce pirata e l’angelo di piume*
di Concita De Gregorio
Bisognava salire una scala ripida e stretta per andare a casa di Lele
Luzzati, un sacco di gradini alti bagnati dalla guazza umida del giardino
buio. Pericolosi, mi parvero anche, perciò la prima cosa che gli chiesi col
fiatone appena mi aprì la porta fu la più stupida: ma lei fa queste scale
tutti i giorni?
La
Repubblica
(www.repubblica.it)
del 26 agosto 2007 dedica due pagine a Emanuele Luzzati. Lo fa informando
che la Mostra di Venezia ricorda l’artista scomparso proiettando i cinque
cartoon sulla maschera napoletana, creati con Giulio Gianini tra il 1959 e
il 1985 e ora restaurati dalla Cineteca Italiana di Milano.
“Cinque
gioielli”, li definisce il quotidiano, anticipandone alcune immagini e
riportando una testimonianza di Luzzati proprio su Pulcinella.
Confesso che
all’inizio mi è sembrato un titolo ostico, un po’ troppo ermetico. Niente di più
sbagliato. La lettura del volume – si tenga conto che si tratta di una raccolta
di poesie e non di un romanzo – mi ha aperto gli occhi.
Penso alla
raccolta come ad un battello, un peschereccio, che parte da Napoli e va verso
lidi sconosciuti. Una navigazione apparentemente senza un obiettivo preciso. Può
approdare ovunque.
Questa sera,
per esempio, è approdato a Corigliano, ormeggiato in questo Cinema Teatro
intitolato a Valente, prestigioso intellettuale coriglianese, tanto caro alla
cultura partenopea. In precedenza ha fatto tappe in altri luoghi.
“Da Napoli
verso il Mondo”, dunque, titolo che si è preferito dare a questo nostro
incontro.
A
volte il senso di un testo si trova, ancor prima che nelle pagine, nella
sua dedica. È quello che accade al volume Leggere ad Alta Voce di Rita
Valentino Merletti, un libro pubblicato per la prima volta nel 1996, terza
edizione nel 2000, ristampato nel 2006 da Mondadori (www.ragazzi.mondadori.com).
La dedica è questa:
A Francesco
e a chi si è posto in ascolto
prima che la parola
diventasse racconto.
Il
testo, infatti, è un prezioso manuale per genitori e educatori sul perché
è utile leggere ad alta voce e, quindi, come spesso può accadere, leggere
a chi ancora non è in grado di sfogliare un opuscolo, un giornale, una
fiaba, un racconto, una storia. E le storie, come affermava Lewis Carroll,
l’autore di Alice nel Paese delle
Meraviglie, <<sono doni d’amore>>.
Il Progetto “Leggere per crescere”, nato con l’obiettivo di sviluppare e
sostenere la narrazione e la lettura ad alta voce per lo sviluppo psichico,
affettivo e sociale dei bambini nei primi anni della loro vita, è stato di
recente presentato a Corigliano Calabro (Salone degli Specchi, Castello
Aragonese, 11 luglio 2007).
Grembiuli e divise. Aspetti della letteratura per l’infanzia nei primi
quarant’anni del Novecento
è un interessante saggio di Carmine De Luca apparso nel volume Inchiostro perl’infanzia. Letteratura ed editoria in
Italia dal 1880 al 1965 (Edizioni De Luca 1998).
Trattasi di un Catalogo pubblicato in occasione di una mostra tenutasi a
Roma, al Teatro dei Dioscuri, dal 3 al 28 aprile 1998. Francesca
Bernardini Napoletano e Carmine De Luca idearono e progettarono la mostra.
Sul
libro compare questa dedica: Mentre
questo catalogo era in stampa, Carmine De Luca è scomparso. Alla sua viva
intelligenza, alla sua passione civile, al suo amore per la letteratura
infantile, alla sua gentilezza, la mostra e il catalogo sono dedicati.
(giovanni pistoia).
Grembiuli e divise
di Carmine De Luca
1. UNA
STORIA DI STORIE SOMMERSE
La
letteratura per l'infanzia in Italia appare come una serie di storie sommerse.
Sommerse
nel senso di nascoste alla vista, ma anche, in quanto tali, di anomale, capaci
di smentire l'ufficialità. Per quel che ci riguarda, la capacità di smentire
l'ufficialità del conformismo sta in quella parte dei libri per ragazzi che un
sistema educativo tradizionalista e moralistico, assunti i panni di Occhiuto
Pedagogo, tende a tenere sommersi impedendone la conoscenza e la diffusione,
negandone il valore trasgressivo.
Mille splendidi soli di Khaled Hosseini, (Piemme, 2007, www.edizpiemme.it) è un romanzo tremendo, duro, cruento, doloroso, per molti versi angosciante. Il titolo sembra tradire il triste calvario di un popolo e dei protagonisti, anzi delle protagoniste. Ma proprio in questa apparente contraddizione sta la forza del romanzo: da vicende tragiche di una realtà tanto diversa e lontana dalla nostra, dalle sofferenze inaudite, dalle prepotenze, dai soprusi, dal disprezzo verso le donne, la speranza vince sulla disperazione. L’amore e l’amicizia sono come un insperato fiore in un contesto maledettamente arido, dove la cronaca delle guerre si intreccia con storie di persone in carne ed ossa, uomini e donne, bambini e bambine, soggetti calpestati, destinati a una non vita. E in questo contesto sono proprio le donne e i bambini le vittime per eccellenza.
Distesa sul divano, con le mani tra le ginocchia, Mariam fissava i mulinelli di neve che turbinavano fuori dalla finestra. Una volta Nana le aveva detto che ogni fiocco di neve era il sospiro di una donna infelice da qualche parte del mondo. Che tutti i sospiri che si elevavano al cielo si raccoglievano a formare le nubi, e poi si spezzavano in minuti frantumi, cadendo silenziosamente sulla gente.
<<A ricordo di come soffrono le donne come noi>> aveva detto. <<Di come sopportiamo in silenzio tutto ciò che ci cade addosso.>>
C’è aria di allegria in questo angolo meraviglioso della città. La maestra Bianca compie ottanta anni, parenti e amici le stanno preparando una grande festa. Ma deve essere una sorpresa.
Bianca è stata per quaranta anni maestra di scuola elementare. Ha insegnato in più paesi. Appena conseguito il diploma ha lasciato il suo paesello del Sud ed è andata a insegnare in alcune vallate nel Friuli. Poi, di trasferimento in trasferimento, è riuscita a trovare una sede fissa in questa cittadina umbra. Qui si è trovata bene. Non è più ritornata, se non per qualche giornata estiva, nel suo paese. Si è sposata non più tanto giovane ma, nonostante ciò, ha avuto una famiglia numerosa, con figli, nipoti e pronipoti.